Robert "Bert" Sison , giornalista radiofonico della provincia di Quezon ed editorialista di una testata locale, è stato ammazzato ieri sera da due sicari a bordo di una moto, mentre rientrava a casa con la figlia nella città di Sariaya (un centinaio di chilometri a sud di Manila). Lo riferiscono i giornali locali che danno ampio risalto all’ennesimo omicidio di un professionista dell’informazione nelle Filippine, considerato uno dei paesi più pericolosi dove svolgere il mestiere di giornalista. Al momento la polizia ha fatto sapere di non avere ancora nessuna pista sul movente dell’omicidio. “Questo clima di impunità che circonda chiunque se la prenda con i giornalisti deve finire. Il governo deve agire in maniera decisa per mettere fine a omicidi e minacce ai danni dei giornalisti” scrive oggi in una nota il sindacato dei giornalisti filippini - National Union of Journalists of the Philippines (NUJP) - diffusa all’indomani dell’uccisione ieri dell’ennesimo professionista dell’informazione in circostanze ancora poco chiare. Secondo le cronache locali, Nella nota, il sindacato dei giornalisti filippini chiede all’amministrazione di Manila di mettere immediatamente fine “all’ondata di uccisioni di professionisti dei media nella provincia di Quezon”. Lo scorso aprile il corrispondente da Quezon per il Daily Inquirer, forse il principale quotidiano locale, era miracolosamente sfuggito a un’imboscata. (Misna)
Negli ultimi tre anni nelle Filippine sono stati uccisi 24 giornalisti, oltre a quelli rapiti, feriti, arestati. Sono 55 le vittime nel mondo dell'informazione da quando è al potere la presidente Gloria Arroyo, gennaio 2001.
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