Un gruppo di uomini religiosi sauditi ha dato il proprio sostegno a una fatwa emanata la scorsa settimana secondo la quale sono 'meritevoli di morte' due scrittori che 'non accettano di fare marcia indietro sulle idee professate che li rendono degli apostati'. L'editto religioso era stato redatto dallo sceicco Abdel Rahman al-Barak, considerato tra i più importanti ulema dell'Arabia Saudita, che aveva chiesto di processare due scrittori locali per blasfemia a causa di alcuni editoriali scritti sul quotidiano 'al-Riad'. I due hanno messo in dubbio il fatto che si dovessero considerare miscredenti i fedeli delle altre religioni e hanno sostenuto la possibilità per i sauditi di poter cambiare religione, mettendo sullo stesso piano l'Islam e le altre fedi monoteiste. Secondo il giornale arabo 'al-Quds al-arabi', la fatwa di morte emanata da Barak è stata appoggiata da altri 20 religiosi sauditi che si sono scagliati contro i liberali del paese. Al-Barak ha 70 anni ed è uno dei massimi ulema wahabiti del regno. Contro i religiosi conservatori del paese è in corso una dura battaglia degli intellettuali liberali sauditi che chiedono riforme politiche e sociali.
La blogosfera internazionale si mobilita per Fouad Alfarhan, blogger arabo saudita imprigionato dal suo Governo, senza una motivazione ufficiale dal 10 dicembre 2007. Fouad sarebbe colpevole di aver pubblicato sul proprio blog materiale non gradito alla casa reale e per questo è rinchiuso. La campagna di mobilitazione è una delle tante in corso, tutte documentate da Advocacy, il blog del progetto Global Voices dove vengono raccolti e segnalati tutti i casi di censura a carico di blogger in tutto il mondo.















