Taslima Nasrin, popolare scrittrice nata in Bangladesh e famosa per le sue battaglie per i diritti umani, è stata ferita nel corso di un incontro con i giornalisti al circolo della stampa di Hyderabad, capitale dell'Andhra Pradesh, durante la presentazione di un suo libro. L'attacco è stato sferrato da un gruppo di fondamentalisti di Majlis-e-Ittehadul Muslimeen Party, movimento islamico con sede in città. Non è la prima volta che Taslima Nasrin, 45 enne scrittrice, poetessa ed editorialista, è vittima di violenze e aggressioni sferrate dai fondamentalisti per le sue denunce sulle condizioni in cui vivono le donne nel mondo musulmano. Nel 1993, in seguito ad una serie di articoli sulla condizione femminile nell'Islam e alla pubblicazione di un suo libro (Lajja, parola bengalese che significa "vergogna"), fondamentalisti islamici promulgarono una fatwa contro di lei e offrirono una taglia sulla sua testa. Nel 1994 gruppi organizzati vicini a religiosi fondamentalisti ne chiesero l'impiccagione dopo aver affermato in un suo articolo che "il Corano dovrebbe essere rivisto completamente". Il governo a quel punto non solo non prese provvedimenti contro chi la minacciava, ma spiccò anche un mandato di arresto per portarla in giudizio accusandola di blasfemia. Temendo una condanna fino a due anni ed il rischio di essere uccisa in carcere, Nasrin si nascose e, dopo due mesi, ottenne il permesso di lasciare il paese per l'esilio volontario in Svezia. Sempre nel 1994 il Parlamento Europeo le assegnò il Premio "Sakharov" per la libertà di pensiero. Nel 2004 un religioso indiano musulmano offrì una seconda taglia di 20mila rupie a chiunque le avesse "annerito" la faccia, gesto considerato gravemente ingiurioso, mentre nel marzo di quest'anno un gruppo musulmano indiano ha posto una taglia di 500mila rupie per la sua decapitazione.
Taslima Nasrin, popolare scrittrice nata in Bangladesh e famosa per le sue battaglie per i diritti umani, è stata ferita nel corso di un incontro con i giornalisti al circolo della stampa di Hyderabad, capitale dell'Andhra Pradesh, durante la presentazione di un suo libro. L'attacco è stato sferrato da un gruppo di fondamentalisti di Majlis-e-Ittehadul Muslimeen Party, movimento islamico con sede in città. Non è la prima volta che Taslima Nasrin, 45 enne scrittrice, poetessa ed editorialista, è vittima di violenze e aggressioni sferrate dai fondamentalisti per le sue denunce sulle condizioni in cui vivono le donne nel mondo musulmano. Nel 1993, in seguito ad una serie di articoli sulla condizione femminile nell'Islam e alla pubblicazione di un suo libro (Lajja, parola bengalese che significa "vergogna"), fondamentalisti islamici promulgarono una fatwa contro di lei e offrirono una taglia sulla sua testa. Nel 1994 gruppi organizzati vicini a religiosi fondamentalisti ne chiesero l'impiccagione dopo aver affermato in un suo articolo che "il Corano dovrebbe essere rivisto completamente". Il governo a quel punto non solo non prese provvedimenti contro chi la minacciava, ma spiccò anche un mandato di arresto per portarla in giudizio accusandola di blasfemia. Temendo una condanna fino a due anni ed il rischio di essere uccisa in carcere, Nasrin si nascose e, dopo due mesi, ottenne il permesso di lasciare il paese per l'esilio volontario in Svezia. Sempre nel 1994 il Parlamento Europeo le assegnò il Premio "Sakharov" per la libertà di pensiero. Nel 2004 un religioso indiano musulmano offrì una seconda taglia di 20mila rupie a chiunque le avesse "annerito" la faccia, gesto considerato gravemente ingiurioso, mentre nel marzo di quest'anno un gruppo musulmano indiano ha posto una taglia di 500mila rupie per la sua decapitazione.















