Professione Reporter
IL MESTIERE DI RACCONTARE
 PINO SCACCIA
Se non diremo cose che a qualcuno spiaceranno, non diremo mai la verità
pinoscaccia@gmail.com
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martedì, 11 novembre 2008, 17:58
 Aveva raccontato la dura repressione dei militari contro le marce pacifiche guidate dai monaci buddhisti a settembre 2007 e anche per questo è stato condannato ad oltre venti anni di reclusione. Si tratta di un popolare blogger birmano, noto con il soprannome di Nay Phone Latt, accusato, riferisce la Bbc, di aver messo in rete una vignetta che aveva per oggetto il leader della giunta militare al potere nel paese, il generale Than Shwe. Nay Phone Latt è stato condannato a venti anni e sei mesi da una Corte speciale a Yangon. Giovane ex esponente del partito di opposizione Lega Nazionale per la Democrazia che fa capo a Aung San Suu Kyi, il blogger è stato arrestato il 29 gennaio, tre mesi appena dopo le manifestazioni dei monaci buddisti nella ex capitale - ampiamente descritte dal 28enne esperto di informatica nei suoi blog - che si conclusero nel settembre scorso con una violenta repressione militare ed un bilancio di trenta morti, centinaia di dispersi e migliaia di persone imprigionate.
martedì, 23 settembre 2008, 15:58
Dopo diciannove anni di carcere, uno degli oppositori storici del regime birmano, U Win Tin, è stato liberato. La notizia è stata diffusa da un giornalista della Reuters che lo ha incontrato dopo la liberazione. Tin, 79 anni e oppositore storico del governo, fu arrestato nel 1989 per aver dato riparo a una ragazza che aveva abortito illegalmente. Condannato a venti anni di prigione con l'accusa di "propaganda antigovernativa", U Win Tin non era più autorizzato a ricevere le visite dei rappresentanti della Croce rossa dall'inizio del 2006. In occasione del suo compleanno, nel marzo dello scorso anno, U Win aveva lanciato un appello chiamando a resistere al regime militare birmano. ''Tutti i prigionieri politici dovrebbero essere liberati, e un parlamento democratico dovrebbe costituirsi'', aveva confidato U Win a un suo familiare durante le rare occasioni di visita concessegli. Nel 2006, U Win Tin è stato insignito del Premio per la libertà di stampa di Reporters sans frontières.
lunedì, 12 maggio 2008, 22:34
Reporters sans frontières denuncia la libertà estremamente parziale concessa ai media birmani dall'ufficio della censura militare, durante la gestione della crisi umanitaria che ha colpito il Paese. Secondo quanto ha riferito un giornalista basato a Rangoon, dallo scorso 8 maggio questo ufficio ha autorizzato i media birmani a parlare della catastrofe naturale senza tuttavia permettere, ad esempio, che venisse evocato il ruolo dei monaci negli aiuti offerti alle vittime e nella ricostruzione del Paese. Lo scorso 9 maggio, una coalizione di tre gruppi dell'opposizione, tra i quali vi è l'Alleanza di tutti i monaci birmani, ha lanciato un appello alla comunità internazionale, criticando la mancanza di cooperazione delle autorità ed invitando gli stranieri ad intervenire immediatamente, "senza aspettare il permesso della Giunta militare". "L'esercito non fornisce un sostegno sufficiente alle vittime", ha aggiunto l'Alleanza "anche se vuole gestire da solo la ridistribuzione degli aiuti materiali e finanziari internazionali". Reporters sans frontières chiede nuovamente alle autorità del Paese di aprire le frontiere nazionali ai giornalisti stranieri e agli aiuti umanitari internazionali.
martedì, 22 aprile 2008, 22:49
Arrestato il 29 gennaio 2008 con la generica accusa di "attentato alla morale, alla sicurezza e alla stabilità dell'ordine pubblico" (accusa che fa riferimento all'Emergency Provision Act del 1950), Nay Phone Latt, detenuto nella prigione di Insein, solo ieri ha potuto incontrare per la prima volta la madre, alla quale ha detto di non conoscere ancora bene i veri motivi del suo arresto e di non credere che la sua liberazione sarà imminente. Nay Phone Latt è proprietario di due cybercafé nella ex capitale Rangoon e teneva un blog sul quale testimoniava la difficoltà incontrate dai giovani birmani nell'esprimersi quotidianamente. Fonti non ufficiali dichiarano che il suo arresto è stato dovuto al possesso di un video proibito dalla giunta militare al potere.
lunedì, 04 febbraio 2008, 09:36
La giunta militare birmana ha incriminato dieci attivisti arrestati nell'agosto scorso in seguito alle proteste tenutesi a Rangoon contro il caro petrolio. Tra i manifestanti, che rischiano fino a sette anni di detenzione, anche il noto dissidente Min Ko Naing. I dieci, tutti leader del gruppo '88, ovvero gli ex-studenti le cui proteste vennero soffocate nel sangue nel 1988, sono accusati di aver violato la legge sulla stampa e pubblicazione. Sempre ieri, nella ex-capitale Rangoon, un giovane blogger, Nay Phone Latt, è stato messo in stato messo in stato di arresto dopo esser stato raggiunto in un Internet cafè. Oltre a pubblicare in rete, dove si definisce ''un giovane pazzo per l'arte'', Nay Phone lavora nell'ex-capitale per una compagnia privata. Secondo testimonianze locali, nelle ultime settimane le autorità birmane avrebbero aumentato il controllo delle attività online.
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