Professione Reporter
IL MESTIERE DI RACCONTARE
 PINO SCACCIA
Se non diremo cose che a qualcuno spiaceranno, non diremo mai la verità
pinoscaccia@gmail.com
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venerdì, 24 ottobre 2008, 00:02
Il direttore del settimanale investigativo croato Nacional, Ivo Pukanic, e il direttore del marketing, Niko Franjic, sono rimasti uccisi in un attentato nel centro di Zagabria. I due sono morti per l'esplosione di una potente bomba piazzata sotto l'auto di Pukanic, parcheggiata nel suo posto abituale. Pukanic, 47 anni, era presidente dell'Ncl Media group oltre che direttore del Nacional, un settimanale investigativo fondato nel 1995. Il magazine si opponeva allora al governo del primo ministro Franjo Tudjman, che più di una volta aveva messo in dubbio la credibilitá delle sue fonti, spesso anonime. Pukanik era sopravvissuto ad un tentativo di asassinio in aprile, quando un uomo aveva sparato contro di lui diversi colpi da fuoco ma non lo aveva colpito. Si tratta dell'ennesima uccisione di matrice mafiosa a Zagabria nell'ultimo anno. Due settimane fa è stata assassinata una giovane avvocatessa, figlia del legale che difende un ex generale, sospettato di avere legami con il crimine organizzato. Dopo la morte della giovane il primo ministro Sanader ha destituito i ministri della giustizia e degli interni, sostituendoli con degli esperti proclamati dalla stampa «ministri anti-mafia». Il presidente della Croazia, Stipe Mesic, ha commentato il duplice assassinio affermando che «il terrorismo è diventato una realtà nelle strade della nostra capitale. Lo Stato sta confrontandosi con una sfida senza precedenti da parte di circoli criminali». Secondo Mesic «è giunto il momento di ristabilire la legge e la sicurezza dei cittadini contro i criminali, i terroristi, la mafia». «Adesso, o noi o loro», ha dichiarato il presidente croato, dopo aver convocato per domani una riunione urgente del Consiglio per la sicurezza nazionale.
venerdì, 02 maggio 2008, 00:43
La moglie del potente editore croato Ivo Pukanić, Mirijana, divisa dal marito per questioni di eredità, viene ricoverata con la forza durante un'intervista e portata in manicomio in diretta televisiva. I legami tra politica, media e violazione dei diritti umani in Croazia. Leggi su OsservatorioBalcani
venerdì, 11 aprile 2008, 12:45
Il giornalista Ivo Pukanic è sfuggito alla morte nella notte del 9 aprile durante un attentato avvenuto davanti alla sua abitazione di Zagabria. Il killer, armato di pistola con il silenziatore, gli ha sparato senza colpirlo eppoi è fuggito dopo che il giornalista, sfiorato dal proiettile, ha estratto la sua pistola e ha sparato due colpi in aria. Ivo Pukanic è editorialista e coproprietario di uno dei principali settimanali croati, 'Nacional', creato nel 1995 assieme al giornalista Denis Kuljs. All'esero il giornalista è conosciuto per una famosa intervista, realizzata nel 2003 a Venezia, all'ex generale croato Ante Gotovina, attualmente in giudizio presso il Tribunale internazionale per i crimini di guerra nella ex-Yugoslavia.
domenica, 16 dicembre 2007, 00:27
 In una sola settimana i giornalisti croati hanno subito tre brutali attacchi, che, nonostante nessuno sia stato aggredito fisicamente, hanno fatto rabbrividire l’opinione pubblica. I messaggi inviati ai giornalisti non erano solo decisamente offensivi, umilianti e volgari, ma anche piuttosto pericolosi, con minacce a cui in futuro potrebbero trovarsi a far fronte. Davanti all’ingresso del Tribunale distrettuale di Rijeka, dove si giudica Joso Mraovic, imprenditore e proprietario di un hotel a Gospic, per violenze nei confronti della giocatrice di basket americana Ilisha Jarrett, e davanti a tutti i giornalisti presenti l’accusato ha gettato uno straccio ricolmo di ossa bovine. Appellando i giornalisti "coyote", Mraovic ha detto di aver portato le ossa per farle rosicchiare da questi ultimi. “Eccovi cani, coyote, razza di banditi, rosicchiate, adesso avrete di che scrivere”, ha urlato Mraovic. A Gospic, nella provincia croata della Lika, dove Mraovic vive e lavora, a causa del suo atteggiamento che lì ha adottato lo chiamano “il Tudjman della Lika”, e quanto sia potente in questa città lo testimonia anche la scandalosa sentenza emessa per lo stesso delitto per il quale adesso viene giudicato di nuovo presso il tribunale di Rijeka. Mraovic è accusato di stupro, nella fattispecie di essere entrato, nel suo hotel, nella camera della cestita americana e di averle con violenza infilato un dito nell’ano. Al processo di Gospic Mraovic è stato prosciolto e il giudice in motivazione della sentenza ha detto che né il dito né l’ano sono organi genitali pertanto il mettere un dito nell’ano non può essere paragonato allo stupro perché in quel caso “qualsiasi stretta di mano indesiderata potrebbe essere equiparata allo stupro”. Questa incredibile sentenza è stata annullata dall’Alta corte croata, e Mraovic adesso viene giudicato a Rijeka, dove ha scagliato la sua arroganza e il suo primitivismo contro i giornalisti. OsservatorioBalcani
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