Sarà che quella, la bianca Rovaniemi, è per tradizione la città di Babbo Natale, con tanto di renne, deposito-regali e ufficio postale a cui spediscono le loro lettere i bambini d'Europa, una città conosciuta in tutto il mondo. O sarà, molto più probabilmente, per il fatto che certi temi sono più «sensibili» di altri, ancora oggi e perfino in Paesi così aperti come la Finlandia. Sia come sia, è guerra di parole e di principi a Rovaniemi, 35mila abitanti, capoluogo della Lapponia finnica, 10 chilometri a Sud del Circolo polare artico: il giornale locale ha licenziato la sua direttrice gay, i giornalisti sono scesi in strada minacciando lo sciopero, e la guerra è ben presto arrivata in tribunale, in Parlamento, nelle sale del governo, perfino nello studio della presidentessa della Repubblica, Tarja Halonen. Che, da ex-capo del Comitato per l'uguaglianza sessuale, si dichiara «attonita» per il licenziamento. Corriere.it















