Professione Reporter
IL MESTIERE DI RACCONTARE
 PINO SCACCIA
Se non diremo cose che a qualcuno spiaceranno, non diremo mai la verità
pinoscaccia@gmail.com
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martedì, 01 luglio 2008, 13:45
In attesa di andare in diretta sul canale France 3, il presidente francese regala un lungo siparietto, cliccatissimo online, che già fa discutere. Un Nicolas Sarkozy sorridente, che si lascia truccare prima di andare in onda. Ma un tecnico in studio si dimentica di salutarlo e lui, prontamente, lo fa notare ad alta voce: "Quando si viene invitati, si ha il diritto di essere perlomeno salutati. Non siamo al servizio pubblico, siamo tra i manifestanti!" Poi, ancora alterato, afferma "Incredibile. E' grave! Ma le cose cambieranno presto". Il presidente rimette a posto il suo orologio, per poi complimentarsi con il conduttore Paul Nahon per la scenografia dello studio. Dopo aver chiacchierato del più e del meno con i giornalisti presenti, si rivolge ad uno di loro chiedendogli "Mi fa piacere rivederti qui alla televisione. Quanto tempo sei stato fermo senza lavorare? Ah, due anni. Io avevo protestato..." (qualcuno, tra l'altro, ritiene che abbia anche fatto una gaffe scambiando il signor Leclerc per un altro giornalista di nome Clerc). Sarkozy domanda poi se qualcuno gli farà una domanda su Carcassonne, dove domenica durante un'esercitazione militare sono stati feriti per errore 17 civili. Il presidente, che ha visitato i feriti la mattina stessa, gradirebbe parlarne e così, prima di andare in onda, si mette d'accordo con i giornalisti. Video
sabato, 21 giugno 2008, 16:40
Proteste per l'arrivo della signora Sarkozy nella redazione del quotidiano della "gauche", Liberation. Lei: "Non pensavo di scandalizzare a questo punto". Filmato
martedì, 10 giugno 2008, 20:50

Il fotografo francese Claude Raimond Dityvon, a cui si devono le immagini in bianco e nero più celebri del '68 parigino, è morto all'età di 71 anni. La sua copertura delle contestazioni giovanili e operaie del Maggio 1968, con fotografie degli scioperi, delle proteste e delle sommosse per le strade della capitale francese, gli valsero il prestigioso 'Prix Niepce' e l'ingresso nei libri di storia. È stato il fondatore, insieme ad altri sette fotografi, dell'agenzia fotografica Viva. A metà degli anni Ottanta Dityvon tornò a lavorare in solitario, realizzando reportage in tutto il mondo, prediligendo paesaggi e ritratti.
giovedì, 24 aprile 2008, 00:41

Eliseo,la stampa protesta: impossibilitata a lavorare.
domenica, 20 aprile 2008, 11:07
Un festino in casa con morto, un incontro imbarazzante nel parco vietato di notte. Il tutto condito da sesso e droga. Per questo due noti giornalisti, uno francese e l'altro americano, sono finiti in manette sull'asse Parigi-New York. Si tratta del direttore di TF1 International, Patrick Binet, e di uno dei più noti anchorman della Cnn, Richard Quest.
Scandalo a Parigi. La vicenda ha scosso il mondo della tv francese. Patrick Binet, direttore di 'TF1 International', la rete per l'estero del primo canale tv, è stato arrestato giovedì dopo che la polizia ha trovato a casa sua il cadavere di un uomo, un funzionario quarantenne del ministero della Cultura, stroncato da un apparente overdose. Binet è accusato di violazione della legge sul possesso di stupefacenti: nel suo appartamento dell'elegante quartiere del Marais è stato trovata cocaina e GHB, un potente acido. Alla serata partecipava anche un terzo uomo di circa 30 anni che è stato rilasciato dopo essere stato interrogato.
Scandalo a New York. Richard Quest, 46 anni, è stato arrestato a Central Park, nel centro di New York, nella notte tra giovedì e venerdì. Lo hanno trovato in una situazione decisamente imbarazzante oltre che in possesso di droga. Quest è molto conosciuto, anche al pubblico europeo, visto che si tratta di uno dei giornalisti più estrosi e simpatici della Cnn e della Cnn International. Spesso è l'autore di servizi irriverenti, pieni di fantasia e non di rado molto spiritosi, generalmente da Londra o anche dagli Stati Uniti, dove aveva seguito la visita della Regina Elisabetta e parte delle elezioni primarie Usa. Quest è stato arrestato in pose e situazioni alquanto imbarazzanti, ma tutto sommato forse in linea con l'originalità dei suoi servizi: secondo il tabloid The New York Post, oltre ad un po' di droga in tasca, il cronista aveva una corda intorno al collo che gli legava anche i genitali, oltre ad un fallo di gomma in uno dei suoi stivali. Il giornalista, che era in compagnia di un altro uomo, è stato incriminato per essere entrato nel parco durante la notte (è proibito dopo l'una) e per possesso di stupefacenti. In tasca aveva un pasticca di metanfetamina, spesso utilizzata come stimolante sessuale. E' stato scarcerato dopo poche ore e ha accettato di seguire sei mesi di terapia antidroga. Se la terapia darà risultati positivi, le incriminazioni cadranno. Repubblica.it
domenica, 06 aprile 2008, 00:00
Per raddrizzare i conti disastrati ‘Le Monde’ nei prossimi due anni tagliera’ 130 posti di lavoro, di cui due terzi giornalisti. L’obiettivo e’ risparmiare 15 milioni di euro per “ritornare in pareggio nel 2009″. Lo ha annunciato il direttore Eric Fottorino tramite una semplice e-mail inviata a tutti i dipendenti poco dopo mezzogiorno. Il progetto di tagli prevede la cessione delle testate non strategiche del gruppo, come ‘Fleurus Presse’, la celebre ‘Cahiers du Cinema’ e la ‘Procure’. Le difficolta’ economiche sono state causate dall’eredita’ dell’ex direttore Jean Marie Colombani cui lo scorso anno, dopo 13 anni alla guida della prestigiosa testata, icona della gauche francese, non e’ stata rinnovata la fiducia. Colombani aveva appesantito i conti del gruppo con un piano di acquisizioni rivelatosi fallimentare.
domenica, 16 dicembre 2007, 13:05
Il 5 dicembre scorso Guillaume Dasquié, specialista della difesa e dell'intelligence a Le Monde e confondatore del sito géopolitique.com, è stato arrestato a casa sua da un gruppo di agenti della Direzione della sorveglianza del territorio (Dst), il controspionaggio francese. Dasquié è accusato di aver divulgato, su Le Monde del 17 aprile, il contenuto di documenti non desegretati della Direzione generale della sicurezza esterna (Dgse), l'intelligence francese, sulle informazioni di cui questa disponeva su Al Qaeda prima degli atentati dell'11 settembe 2001. In particolare l'articolo rivelava dei rapporti della Dgse scritti tra luglio 2000 e ottobre 2001 e che i servizi francesi avevano avvertito i loro omologhi americani di un possibile dirottamento aereo sin dal gennaio 2001. L'allora ministro della Difesa Michèle Alliot-Marie aveva sporto denuncia contro ignoti.Dopo l'arresto Dasquié è stato portato nella nuova sede dell'intelligence francese, a Levallois-Perret, alle porte di Parigi. Il 6 dicembre l'arresto è stato tramutato in fermo e Dasquié è stato iscritto nel registro degli indagati per aver rivelato informazioni coperte dal segreto militare, dopo che il giornalista si è rifiutato di rivelare agli inquirenti l'identità delle sue fonti. Rischia cinque anni di reclusione e fino a 75mila euro di multa. Dasquié è stato rilasciato dopo 38 ore di interrogatori più o meno urbani e dopo aver "bruciato" una sua fonte indiretta - pur essendo riuscito, racconta in un intervento su Le Journal du Dimanche, a proteggere quella principale. Non è la prima volta che i servizi francesi si interessano a Dasquié: un anno fa era stato sentito dalla polizia dopo la pubblicazione di alcuni articoli nei quali rivelava il ruolo delle autorità gibutiane nell'assassinio del giudice Bernard Borrel, nel 1995, a Gibuti. Internazionale
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