A Olimpia la polizia greca ha blindato il sito archeologico in occasione della cerimonia per l'accensione della fiaccola. Si temeva infatti un gesto mediatico degli attivisti tibetani davanti a centinaia di giornalisti e migliaia di persone che hanno seguito la cerimonia, fatto però che è puntualmente avvenuto. Non erano però tibetani, bensì rappresentanti di Reporters sans Frontières, l'associazione che si batte per i dirittti della libera stampa, quelli entrati in azione mentre parlava Liu Qi, presidente del comitato organizzatore di Pechino 2008. Due gli attivisti in azione: uno ha sventolato una bandiera con i cinque cerchi olimpici a forma di manette e la scritta «boicottate i Paesi che disprezzano i diritti umani», l'altro ha cercato di impadronirsi del microfono. Sono stati subito bloccati dal servizio di sicurezza. Una dozzina di manifesanti ha poi inscenato una protesta nelle strade di Olimpia. «È triste che avvengano queste cose», ha dichiarato in seguito Rogge, «almeno però non si è trattato di manifestazioni violente». La televisione cinese ha sospeso brevemente la trasmissione in diretta della cerimonia durante la contestazione. Le immagini sono state diffuse in leggera differita, nonostante fosse stata annunciata la «diretta». Il programma si è interrotto per alcuni secondi, senza alcuna spiegazione, poco dopo l’inizio del discorso di Liu Qi e sono state mandate in onda immagini di archivio di Olimpia e di una vecchia torcia olimpica. Corriere.it
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