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Sawah Abou Saif, 42enne cameraman dell'emittente televisiva tedesca Ard arrestato venerdì scorso insieme a altre 120 persone durante un'operazione dei militanti di Hamas in reazione all'attentato che costò la vita a cinque loro uomini (e a una bambina), è stato liberato. Dalle prime notizie sembra che l'operatore televisivo sia stato rilasciato in cattive condizioni fisiche. In segno di protesta Richard Schneier per conto della dirigenza della tv tedesca aveva deciso di chiudere a tempo indeterminato il suo ufficio di corrispondenza nella Striscia. Abou Saif era stato arrestato con l'accusa di essere legato a al-Fatah, il movimento che fa capo al presidente palestinese Abu Mazen. Il cameraman ha negato ripetutamente di essere un militante di al Fatah e durante il periodo della sua detenzione sarebbe stato interrogato più volte. Nei momenti immediatamente successivi agli arresti il presidente Abu Mazen aveva detto: “Il movimento al Fatah non ha nulla a che fare con le dispute interne a Hamas. Accusando al Fatah degli attentati vogliono nascondere i contrasti presenti all'interno del loro gruppo”.
Cinquanta jeep dell’esercito israeliano sono entrate stamattina nel villaggio di Ni'lin e hanno imposto il coprifuoco. Per ordine dei militari sono stati chiusi i negozi, e agli abitanti (circa 5mila) è stato vietato di uscire dalle loro case. Chi viola il divieto rischia di essere preso di mira con lacrimogeni e proiettili di gomma. Scopo dell’operazione dell’esercito di Tel Aviv era quello di prevenire una nuova manifestazione non violenta contro la costruzione del Muro israeliano, prevista per oggi. Proprio sul territorio del villaggio palestinese, che sorge a una ventina di chilometri a ovest di Ramallah, dovrà infatti sorgere, a breve, un nuovo tratto della “barriera di sicurezza” israeliana. (...) Il bilancio finale parla di trenta manifestanti feriti. Tra loro vi è anche il reporter della tv araba al-Jazira, Jivara Albodere, che è stato portato in ospedale per problemi respiratori causati dall’inalazione dei gas, e il cameraman di Wattan Tv, colpito alla gamba da un proiettile di gomma da una distanza di soli 15 metri. Osservatorio Iraq
Il 13 marzo 2002, colpito da una raffica proveniente da un carro armato israeliano, moriva a Ramallah il reporter italiano Raffaele Ciriello, noto fotografo di guerra, , mentre stava documentando un rastrellamento dell'esercito israeliano nei Territori occupati palestinesi. La consulenza medico-legale poi disposta in Italia sul corpo di Ciriello avrebbe evidenziato che il reporter era stato colpito da cinque proiettili cal. 7.62 Nato che avevano provocato lesioni al fegato, alla milza, allo stomaco, all'intestino e fratture multiple al bacino. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, che aveva intrapreso il relativo procedimento penale per acclarare i fatti ed individuare gli autori del crimine, ricostruiva così l'omicidio in base al video girato dallo stesso Ciriello mentre subiva i colpi mortali (nella foto tratta, dal video, la raffica del tank israeliano) e alle testimonianze dei presenti in quel momento sul posto: «1. A un dato momento un uomo non identificato, indossante un giubbotto blu, spara quattro colpi di fucile in direzione del carro armato; 2. Non si nota alcuna reazione immediata da parte del carro armato; 3. [Amedeo] Ricucci filma il carro armato per un buon numero di secondi; 4 Subito dopo Ciriello inizia pure lui a filmare il carro armato, ma viene subito colpito: nel filmato che egli sta girando si vede chiaramente il tracciato della raffica che sta per colpirlo, proveniente dala carro armato. 5. La raffica che ha colpito Ciriello è stata sparata dal carro armato 55 secondi dopo i quattro colpi di fucile esplosi dall'uomo non identificato indossante il giubbotto blu: ciò emerge chiaramente dal nastro di Ciriello, il quale ha filmato senza interruzione durante quel lasso di tempo». (Continua su pipistro on line)
Imad Bernat, fotografo indipendente palestinese, è stato ferito da un proiettile di gomma sparato da un soldato israeliano. Il fotografo stava coprendo una manifestazione - contro il muro eretto da Israele - che si teneva nel villaggio di Bilin, vicino alla città di Ramallah, in Cisgiordania. Nel 2007, sono stati sedici i giornalisti e gli operatori dei media palestinesi che sono stati feriti da proiettili o da scoppi di granate assordanti o lacrimogene sparate dall'esercito israeliano.
Faeq Jarada, un giornalista della televisione pubblica palestinese, è stato arrestato ieri sera nella città di Gaza dalla polizia di Hamas, secondo quanto hanno rivelato alcuni testimoni oculari e i suoi familiari. Jarada sarebbe stato prelevato dalla sua abitazione da agenti della Forza esecutiva del movimento islamista. Nel blitz sarebbero state sequestrate diverse videocassette. Hamas aveva annunciato l'intenzione di applicare una legge sulla stampa del 1995, che l'allora presidente Yasser Arafat aveva voluto per meglio controllare l'informazione. La legge, di fatto, non era mai stata applicata, anche se formalmente è sempre restata in vigore. Condannata dai giornalisti palestinesi, la normativa tra l'altro vieta la pubblicazione di notizie atte a compromettere l'unità nazionale e di diffondere informazioni segrete sulla polizia e le forze di sicurezza.
"I servizi di sicurezza di Hamas nella Striscia di Gaza hanno arrestato sei giornalisti arabi", a sostenerlo è l'agenzia di stampa Palestine Press vicina al movimento di Fatah. I reporter sarebbero stati assaliti dalle milizie di Hamas mentre tentavano di assistere alla preghiera del venerdì in piazza El Katiba a Gaza. Fatah aveva chiesto ai suoi sostenitori a Gaza di andare a pregare nella piazza come segno di protesta contro Hamas. E secondo l'agenzia di stampa, le milizie di Hamas hanno assalito i cronisti distruggendo i loro apparecchi fotografici e confiscando i registratori. I reporter rapiti sono Salem Abu Salem, fotografo dell'agenzia di stampa Palestine Press; Zakaria Abu Herbid e Mohammed Abu Seidu, rispettivamente reporter e fotografo dell'agenzia di stampa Ramatan; Sawah Abu Seif, giornalista di una televisione tedesca e un suo assistente; Ibrahim Iaghi, cronista di una televisione giapponese.
Un poliziotto palestinese vigila su Hebron
Imad Ghanem, cameraman per il canale satellitare affiliato ad Hamas “Al-Aqsa”, è stato colpito dal fuoco di carri armati israeliani mentre filmava alcuni paramedici che trasportavano vittime di shrapnel israeliani dal campo profughi di Bureij al centro di Gaza. Sameer al Bouji, cameraman per l’agenzia di stampa Pal-Media, ha filmato l’accaduto. Ghanem è stato colpito ad una gamba ed è caduto. Il filmato trasmesso da Al Jazeera mostra che il camerman è stato colpito altre due volte alle gambe mente giaceva riverso a terra, la sua telecamera al lato. Secondo il canale di informazione arabo, a Ghanem sono state amputate entrambe le gambe.
Arrivano le prime proteste dalla Gran Bretagna per il video rilasciato dai rapitori di Alan Johnston, in cui il giornalista della Bbc viene mostrato con indosso una cintura esplosiva come quelle utilizzate dai kamikaze. Il sito del quotidiano britannico 'The Guardian' rende noto che il Foreign Office ha duramente condannato il video, diffuso dall'Esercitodell'Islam.
E' "sempre piu' preoccupata" la Bbc per il corrispondente Alan Johnston, rapito a Gaza venti giorni fa. Anche il padre del reporter britannico, Graham Johnston, e' intervenuto tramite un appello in tv. "Tutto quello che posso dire alle persone che tengono Alan e': lasciate andare mio figlio, oggi", ha detto. "E' frustrante - dice un comunicato della Bbc - che dopo tanto tempo non ci sia stata alcuna informazione certa su dove si trovi o sulle sue condizioni".
Il principale corrispondente della Bbc a Gaza, Alan Johnston, sarebbe stato rapito questa mattina da uomini armati non identificati. Lo riferisce l’agenzia Afp, precisando che il giornalista sarebbe stato sequestrato mentre tornava in ufficio dopo essere stato a Heretz, principale valico tra Gaza e Israele. Secondo una ricostruzione fornita da alcuni testimoni, Johnston sarebbe stato costretto a scendere dall’auto e seguire gli uomini armati che gli avevano tagliato la strada. Il suo autista è stato invece rilasciato. (Misna)
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